La fata turchina sbiadita che svolazza su una fibbia.

Due bottoni a margherita, due che sembrano facce di barbagianni.

Il bottone di bronzo dell’Ottocento e quello riempito di semini.

I bottoni che nonna Berenice cambiò al paletò per rinnovarlo.

In tutte le mattine del mondo ci sono stati, ci sono e ci saranno bottoni. Allacciano, legano, riscaldano.

Ogni scatola di bottoni di famiglia è una piccola eredità, una storia sottotraccia.

Dentro si trova di tutto.

Tanto Amore: il primo dentino caduto, il primo ciuffetto di capelli tagliati.

Marionette sdrucite di un teatrino. Un orologino finto.

 

Le collane di Berenice, appoggiate in zona cuore, evocano, riscaldano e si fanno amare.

 

Come le belle storie.

Quelli verdi tutti uguali dei militari del Carso.

I bottoni di madreperla che, sparsi su un velluto nero, formano una costellazione per Maria Lai.

La fata turchina sbiadita che svolazza su una fibbia.

Due bottoni a margherita, due che sembrano facce di barbagianni.

Il bottone di bronzo dell’Ottocento e quello riempito di semini.

I bottoni che nonna Berenice cambiò al paletò per rinnovarlo.

Quelli verdi tutti uguali dei militari del Carso.

I bottoni di madreperla che, sparsi su un velluto nero, formano una costellazione per Maria Lai.

In tutte le mattine del mondo ci sono stati, ci sono e ci saranno bottoni. Allacciano, legano, riscaldano.

Ogni scatola di bottoni di famiglia è una piccola eredità, una storia sottotraccia.

Dentro si trova di tutto.

Tanto Amore: il primo dentino caduto, il primo ciuffetto di capelli tagliati.

Marionette sdrucite di un teatrino. Un orologino finto.

 

Le collane di Berenice, appoggiate in zona cuore, evocano, riscaldano e si fanno amare.

 

Come le belle storie.